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Gazza Massera Architetti

 

L’area oggetto di concorso presentava alcuni vincoli planivolumetrici indotti dalle preesistenze: l’attacco all’edificio a cui andare in aderenza, gli accessi da via Renon, i diritti di passaggio dell’area cortilizia. Sono stati posizionati alle estremità opposte gli accessi per il pubblico e quello carrabile. Gli spazi per archivi e ricovero dei mezzi determinano un basamento dal quale si elevano i piani destinati ai locali amministrativi. Il piano rialzato si articola in modo da raccordare i dislivelli di quota e organizzare l’accesso del pubblico. Il modulo progettuale su cui si impostano gli ambienti interni e le aperture della facciata principale consente una flessibilità tipologica degli uffici, in modo da disporre di ambienti cellulari, aggregativi e open space, rimodulabili anche in futuro con una quasi assenza di opere, capaci di garantire un’ottima qualità dei fattori prossemici. L’ultimo piano viene destinato al ristoro e ai momenti aggregativi e di svago dei dipendenti. L’edificio è concepito per sfruttare ricircoli naturali e meccanici dell’aria con recupero dell’energia scambiata, integrare architettonicamente i pannelli fotovoltaici nella copertura e nelle pergole dell’attico, in modo da risultare autosufficiente dal punto di vista energetico.

La modulazione di facciata si rapporta alla scala minuta del contesto e quindi riporta un ritmo serrato delle aperture e delle schermature, con l’introduzione di alcune bucature fuori scala che, nella composizione architettonica, fungono da sottolineature del carattere pubblico dell’edificio e garantiscono una migliore qualità ambientale agli ambienti di maggiori dimensioni.

Concorso di idee, 2011, Bolzano, Italia

palazzo della provincia

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